rfi. 5071

RFI 5071

Gruppo di lavoro: urb. Riccardo Ruggeri, urb. Menea Francesco, designer Ilaria Zampieri

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L’esperienza del sito e dei luoghi circostanti ha permesso di percepire come il sistema delle due piazze appartenga non soltanto al borgo marinaro in cui è collocato e al quale sono legate le pratiche umane, quanto piuttosto a un più complesso sistema di connessioni (fisiche e concettuali) tra luoghi ed emergenze situate nelle vicinanze. Il complesso delle torri di difesa lungo la costa, i promontori le scogliere, la vegetazione spontanea e addomesticata, così come i borghi e le vite di abitanti e visitatori sono riassumibili in un quadro di cui Marina del Cantone ne è parte integrante, se non sintesi. In questo contesto gli spazi pubblici oggetto di ridefinizione non possono, a nostro avviso, essere concepiti come materiali urbani tradizionali, bensì come veri e propri elementi di territorio contemporaneo; caratterizzato cioè da fenomeni quali il turismo di massa, polarizzato nella stagione estiva; la preferenza dell’automobile (a causa degli insediamenti sparsi); il progressivo abbandono dell’agricoltura (e contestuale abbandono del patrimonio di terrazzamenti).
La proposta progettuale ha come presupposto l’individuazione di forme di sperimentazione capaci di dialogare con la condizione odierna del territorio, avanzando soluzioni in grado di innescare processi di riconfigurazione fisica e di sistema. L’obiettivo generale consiste nella creazione di condizioni fertili e operazioni di accompagnamento utili per la generazione di pratiche virtuose di riappropriazione degli spazi.
Il sistema dei percorsi secondari, delle strade pedonali e dei sentieri rappresenta la trama entro cui ascrivere un possibile scenario per il futuro del contesto, nell’ottica della lenta fruizione delle risorse territoriali, di una destagionalizzazione del turismo (estivo, balneare) e di una diversa accessibilità, non esclusiva, ma complementare ai sistemi di mobilità pubblica e a possibili nuovi sistemi di mobilità sharing. Questi ultimi concepiti rispetto agli spostamenti sistematici giornalieri compiuti da abitanti e visitatori. Una visione con suddette priorità attribuisce nuovo valore al sistema delle due piazze, materializzando un nuovo potenziale. Potenziale esprimibile attraverso azioni, in un progetto che si fa processo.
La prima radicale azione consiste nell’asportazione parziale dell’asfalto in entrambi i luoghi. Questo gesto ha lo scopo di rivendicare la natura intrinseca del posto, riconducibile al paesaggio circostante, il quale, seppur appartenente a un immaginario preciso, è soggetto a continue riconfigurazioni. L’atto è da concepire come collettivo. In esso si manifesta la necessità da parte di chiunque di prendere coscienza dei cambiamenti in atto e soprattutto di esserne parte.
L’azione successiva si caratterizza per l’individuazione e collocamento dei dispositivi progettuali. Essi rappresentano il cuore della proposta e a partire da questi ha avvio la sperimentazione. La cassetta per la raccolta della frutta insieme alla pianta di limoni costituiscono due degli elementi ricorrenti della costiera ed entrambi manifestano la qualità di essere concepiti sia come elemento singolo, dall’utilità ben precisa, sia come elemento aggregato. Rispetto a quest’ultimo si registra l’elevata flessibilità dei due oggetti, nonché la loro intrinseca capacità di essere vissuti e maneggiati a seconda delle necessità.
Dall’albero di limoni si origina il frutteto, elemento che combina artificialità e naturalità, che segue l’andamento delle stagioni. Il suo valore, nello spazio pubblico è di demarcazione, ritmo e rinaturalizzazione, ma soprattutto di convivialità e condivisione nel momento della piantumazione e raccolto. La presenza del frutteto è concepita insieme a quella del parcheggio, coniugando necessità a breve termine con nuova definizione e qualità. Laddove le automobili sono assenti è possibile apprezzare lo spazio raccolto delimitato dagli alberi; quando richiesto, questo si trasforma. Dalla
cassetta ha origine la composizione complessa. Le cassette, intese come sostegno e/o contenitore, costituiscono elementi componibili e scomponibili entro il perimetro di Piazza delle Sirene e si prestano ad essere adattate a seconda delle esigenze e sensibilità degli abitanti. Sono arredi, sostegni, sculture, ripari; l’espressione della necessità e della contingenza.
I momenti collettivi sono parte integrante del processo, poiché da questi si manifestano le necessità e i desideri, con la conseguenza di collocare il professionista entro il ruolo di osservatore e registratore di pratiche, allo scopo di creare lo spazio idoneo per un preciso tipo di fruitore, in un preciso momento di vita dei luoghi.
Dalla suggestione proposta emerge con forza la necessità di un cambiamento di prospettiva, che colloca la trasformazione entro la fattibilità a breve termine, l’accompagnamento verso scenari maggiormente sostenibili, ma soprattutto verso l’innesco di un processo adattivo e ricorsivo di riappropriazione dal basso; stabile nel suo essere mutevole.

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