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"La grande onda"

Gruppo di lavoro: urb. Fabiana Fogu, urb. Martina Ciocci, arch. Martina Fulgenzi, sociol. Valentina Pucci

Tavola-1-01

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Secondo l’urbanistica la piazza di soggiorno è lo spazio attrezzato per la sosta, per il ritrovo, per godere del panorama; dunque lo spazio della vita pubblica. Di fatti le piazze, le strade ed i marciapiedi sono gli organi vitali dove avvengono i contatti umani (Jacobs, 2012). Qui la multifunzionalità è la ragione di fruizioni diverse e la presenza di negozi diversifica le forme di fruizione che creano il via vai di una piazza movimentata. Se essa è un parcheggio non è un luogo fruibile (Mazzette, 2013), proprio come Piazza delle sirene a Nerano, impropriamente chiamata piazza, poiché laddove dovrebbe svolgersi la vita collettiva vi sono automobili.
L’indagine sociologica sulla piazza e sul tessuto socio-economico è stata condotta mediante interviste telefoniche ai titolari delle attività economiche (Tav.1). Le strutture ricettive sono storiche, costruite durante il boom edilizio degli anni ’60-70. Gli intervistati sono un gruppo coeso per un fine: restituire alla piazza la sua vera funzione di luogo di aggregazione. Il senso di appartenenza al territorio e alle tradizioni locali, il comune stato di frustrazione di fronte al problema dei parcheggi ha spinto i commercianti ad adottare strategie di coping: gestione singolare dei clienti e delle condizioni contrattuali dei dipendenti, spostamento di feste in spiaggia. Nell’immaginario collettivo la piazza è il biglietto da visita della località balneare di Marina del Cantone. I flussi turistici si concentrano nel periodo estivo, ma la piazza è impreparata ad accogliere tutti senza lunghe attese per un posto auto. Ciò incide negativamente sull’immagine di questo pezzo della penisola Sorrentina, meta di turismo balneare ed enogastronomico, che nel 2016 figurava nella top 15 delle preferenze nazionali e al terzo posto tra quelle britanniche (SRM, 2017). Il mito delle sirene conferisce unicità a questo luogo per la varietà di bellezze naturali e paesaggistiche e per il patrimonio culturale (Bertoli, 2017). Pertanto nella progettazione si vuole valorizzare l’identità territoriale, recuperando una fetta di “autenticità” (Zukin, 2013) perduta affinché questa località turistica possa offrire nuove attrazioni, preservando il panorama paesaggistico da usi impropri, che diventa così uno strumento di potere, culturale ed economico. A questa fase di conoscenza è seguita l’analisi SWOT (Tav.1) e la progettazione della piazza.

Progetto “La grande onda”
L’idea del progetto nasce dal mito delle sirene che interessa la penisola Sorrentina e persegue obiettivi sociali, economici ed ambientali (Tav.1). Il canto delle sirene e l’elemento dell’onda hanno ispirato la forma della piazza, degli arredi urbani e delle attrazioni turistiche.
L’onda viene considerata sia dal punto di vista formale, sia sensoriale. Essa è la forma che ha guidato la conformazione degli spazi e sgorga dalla fine di due percorsi, il sentiero escursionistico da un lato e quello carrabile dall’altro, che si uniscono a formare l’onda del mare. Piazza delle sirene e Largo Argentina formano così un’unica grande piazza, con la pedonalizzazione di parte del tracciato che elimina la barriera fisica tra il largo ed i negozi. Il movimento dell’onda creata richiama analogamente il movimento della gente, il continuo via vai di persone in una piazza frequentata. Ciò consente continuità di passeggio tra i due spazi che, insieme alla presenza di arredi interattivi ed esteticamente attraenti, contribuisce a restituire alla piazza una funzione sociale, rendendola un’attrazione dove recarsi al di là del soggiorno balneare. L’idea dell’onda ritorna nello stile degli arredi urbani multifunzionali, ossia nelle sedute e nella presenza di pali il cui movimento ricorda il suono del mare. Di qui l’elemento dell’onda si ripropone anche dal punto di vista sensoriale. Essa si percepisce attraverso i sensi: l’onda sonora attraverso i pali, l’odore del mare poco distante, la vista degli arredi che ripropongono l’onda del mare ed i nebulizzatori che richiamano lo schizzo dell’onda che si infrange sullo scoglio. Tutti questi dettagli ricordano il mito delle sirene, le quali con il loro canto attiravano i navigatori verso la costa sorrentina con il rischio di infrangersi negli scogli, mentre secondo la leggenda Ulisse si fece legare al palo della nave per non seguire il canto delle sirene e naufragare.

Bibliografia
Bertoli B., (2017), L’immagine della costa Lubrense, tra incanto e alterazione del paesaggio, CIRICE
Jacobs J., (2012), Vita e morte delle grandi città. Saggio sulle metropoli americane, Einaudi
Mazzette A., (2013), Pratiche sociali di città pubblica, Laterza
SRM, (2017), Il turismo nella penisola sorrentina. Una importante leva di sviluppo del territorio
Zukin S., (2013), L’altra New York: alla ricerca della metropoli autentica, Il Mulino

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