a.s.t.ra

"Galliope: li dove cantano le Sirene"

Gruppo di lavoro: urb. Federica Ammaturo, arch. Margherita Mastellone, arch. Simone Guarna, arch. Rosa Elefante, geogr. antr. Francesco Calicchia

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Metodo e lavoro svolto

Il lavoro svolto per l’elaborazione di un’idea progettuale per Piazza delle Sirene e largo Argentina a Marina del Cantone, ha messo al centro l’osservazione del territorio nei suoi diversi e contraddittori modi di esprimersi e di presentarsi ai visitatori.

Il punto di partenza per l’analisi dell’area è stato il suo contesto territoriale: le connessioni con i luoghi di diramazione delle principali infrastrutture; il “quadro” paesaggistico e suggestivo della penisola sorrentina; il modello di economia che muove e sorregge le comunità che gravitano intorno al sito oggetto di studio; l’osservazione e l’ascolto degli attori, dei gruppi di attori e delle comunità, laddove ci sono.

Il passaggio di scala ha poi comportato lo spostarsi sulla questione formale di come uno spazio fisico, ma fortemente “umanizzato” dal palinsesto di esperienze e di individui che lo avvolgono, può rispondere alle domande, ai bisogni alle istanze di benessere di colore che lo vivono e che lo frequentano, anche in maniera temporanea.

Proprio la temporaneità è stata al centro del dibattito che ha portato ad immaginare funzioni, forme e finalità del progetto.

Osservazioni ed analisi

Il sopralluogo è stata una fase di grande importanza, caratterizzato dall’osservazione e dell’ascolto degli stakehoder e testimoni privilegiati del territorio; tra gli altri Dora, proprietaria di un famoso stabilimento balneare ed ex assessore del Comune di Massa Lubrense.

Il questionario proposto è stato realizzato con l’aiuto di una piattaforma online (Survey Monkey) ed è possibile trovarlo al link https://it.surveymonkey.com/r/R85W7B3. Per quanto riguarda il numero di risposte pari a 22 non sia ovviamente un campione statistico rilevante, ci ha dato modo di raccogliere alcune prime impressioni sul luogo, approfondite in sede di sopralluogo. I dati rilevanti sono riportati nella tavola n.1.

Gli attori e la comunità hanno rilevato una compresenza di contraddizioni. Seda un lato esistono alcuni attori (singoli o riuniti in gruppo, per esempio il Consorzio AmoNerano) che operano per quel che possono sul territorio, sembra ricordarlo, non vi è nulla che accenni a un vissuto. Tutto è funzionale all’ospitare bagnanti d’estate. La Piazza principale è un grande parcheggio; l’edificio più grande al centro della piazza, in posizione chiave, ospita un hotel. E tutto, intorno, ha più o meno lo stesso sapore: dolce d’estate, amaro d’inverno. Non vi sono luoghi di aggregazione, servizi per vivere il quotidiano, nulla che renda più gradevole l’ambiente; se non ovviamente ciò che è funzionale alla stagione turistica: locali sulla spiaggia, un negozio di souvenir, ristoranti o bar; anche il presidio sanitario funziona solo d’estate. E, come candidamente ha ammesso la proprietaria di un negozio di accessori in Piazza, anche mantenere vivi dei fiori risulta difficile, perché poi nessuno li annaffia. Insomma, non c’è una visione comune, né una storia di vita insieme; nessuno dorme lì, tutti ci lavorano, il giorno, e solo d’estate, e la sera tornano a Nerano.

Concezione del progetto

La rispondenza alle istanze del territorio è stata una sfida e un punto fermo. Per molti, il bisogno principale è il parcheggio, quello che il progetto mirerebbe ad eliminare. Per questo motivo si ritiene che la strategia per Marina del Cantone, debba tenere dentro non solo l’alleggerimento del carico automobilistico nei periodi estivi, grazie ad un trasporto pubblico più efficiente (ad esempio con mezzi “a chiamata” meno impattanti) ma anche al ripensamento dell’idea di turismo in un luogo che ha dei “limiti dimensionali”, come gli stessi attori accennano, in termini di spiaggia. Sono stati quindi indicati, in tavola n.1, i sentieri esistenti che potrebbero innescare, se valorizzati, un turismo lento e sostenibile.

Le figure e i simboli propri di Marina del Cantone ci hanno suggestionato e abbiamo potuto partire da questi per immaginare un disegno dello spazio che gli dia senso ed identità: la coda di una sirena e la sua lira.

Il disegno si caratterizza quindi, di uno spazio pubblico in cui riposare, bere, rinfrescarsi, all’interno della piazza, mentre il largo retrostante è concepito come punto di arrivo del sentiero che collega direttamente la località di mare a Nerano, con delle strutture temporanee e multifunzionali, raccontate nella tavola n.3.

Conclusioni

Il frutto raccolto da questa esperienza è stato certamente la nuova consapevolezza di quanto l’interdisciplinarietà dei saperi legati agli spazi urbani, sia necessaria per dar luce a progetti/processi volti a creare spazi ricchi di elasticità d’uso e di forma, che si sappiano e si possano plasmare di volta in volta sulle necessità, le abitudini e i tempi di utilizzo di coloro che li vivono e di quanto la sinergia tra diverse aree disciplinari e la “multiscalarità” che queste intercettano, siano alla base per delle strategie efficienti, efficaci, desiderate e partecipate.

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